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012 – Petizione “Beistandschaft” (italiano)

PETIZIONE
« BEISTANDSCHAFT»

 finalizzata a far dichiarare il provvedimento amministrativo della
“Beistandschaft dello JUGENDAMT”
misura discriminatoria e arbitraria, causa di conflitto parentale,
incompatibile con i principi di una giustizia imparziale,

  in concomitanza
a sospendere la fiducia reciproca necessaria al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni giuridiche di diritto familiare tedesco oggetto di una Beistandschaft, in particolare quelle applicabili nell’ambito del Regolamento 4/2009,

 in concomitanza
a chiedere la traduzione avanti la Corte Europea di Giustizia del Governo Federale e dei Governi dei Länder per violazione intenzionale dei regolamenti europei e delle convenzioni internazionali e truffa aggravata a danno della comunità internazionale

 in concomitanza
a chiedere alla Repubblica Federale di Germania il rimborso in favore degli Stati coinvolti di tutti gli alimenti percepiti in modo fraudolento a mezzo della Beistandschaft dello Jugendamt e di reclamarne le indennità

***

Parlamento Europeo
Commissione per le Petizioni
Rue Wirtz 60
B 1047 Bruxelles

Egregio signor Presidente della Commissione petizioni,
con questa petizione denominata “Petizione Beistandschaft” (si pronuncia: Bye – Stan – Ciaft), chiediamo al Parlamento Europeo, in considerazione degli elementi che seguono, di voler constatare che il provvedimento di “Beistandschaft dello Jugendamt” è una misura arbitraria e discriminatoria nei confronti del genitore non-tedesco o non-residente in Germania, separato da un cittadino tedesco e che di conseguenza ogni procedimento e ogni decisione giuridica toccata da questa misura è discriminatoria e viola i principi di una giustizia libera e imparziale in Europa.

VISTO :

–           che il provvedimento di “Beistandschaft” dello Jugendamt è una misura puramente amministrativa (art. 1712 e segg. BGB – codice civile tedesco, art. 55 SGB  codice sociale tedesco, libro VIII);

–           che è concessa in modo assolutamente arbitrario e unilaterale dal dipartimento Beistandschaft dello Jugendamt[1], in favore del genitore che trattiene fisicamente[2] il minore nella giurisdizione tedesca, di solito il genitore tedesco nelle coppie binazionali, indipendentemente decisioni giuridiche nel merito che seguiranno solo più tardi, quando questo provvedimento avrà creato dei fatti compiuti (art. 1713, 1.2 BGB, art. 1, 2 UhVorschG, già UVG – Legge sulla concessione di anticipi sugli alimenti);

–           che non esiste nessuna possibilità di RICORSO effettivo contro questa misura per il genitore non-beneficiario, di regola il genitore straniero o che non risiede in Germania (art. 1715, 1 BGB);

–           che attraverso questa misura lo Jugendamt si appropria dei diritti genitoriali del genitore tedesco o che risiede nella giurisdizione tedesca, che delega poi al Bundesland per far valere, in qualità di Stato in nome del minore, i diritti del minore e così facendo diviene Beistand, cioè contemporaneamente genitore e avvocato di Stato e contro il genitore non-tedesco o che non risiede nella giurisdizione tedesca (Art. 7, 1 UhVorschG);

–           che questa misura mette di fatto il minore sotto tutela amministrativa del Bundesland nel quale si trova e mette il genitore tedesco, o quello che trattiene il minore nella giurisdizione tedesca, sotto curatela amministrativa dello Jugendamt per gli aspetti relativi al riconoscimento di paternità e agli obblighi di alimenti;

–           che la prima disposizione di questa misura abilita lo Stato tedesco a costringere lamadre non sposata a far riconoscere la paternità di suo figlio sulla base di un “volontariato obbligatorio”, con il fine di imporre la seconda disposizione di questa misura (art. 1712, 1 BGB e art. 1, 3 UhVorschG);

–           che la seconda disposizione di questa misura abilita lo Stato tedesco a costringere il genitore tedesco, o che risiede nella giurisdizione tedesca, a costituire undebito di alimenti contro il genitore non-tedesco o che risiede all’estero e portarla acredito del Bundesland, in cambio della concessione di anticipi sugli alimenti e poi ad utilizzare detto genitore come schermo per far valere questo credito statale contro il genitore straniero o che risiede all’estero (art.1712, 2 BGB e art.1, 3 UhVorschG);

–           che la concessione di questa misura interviene nel caso di coppie sposate, ancora prima di una decisione nel merito relativa alla potestà genitoriale, all’affido e al diritto di visita, in ragione di una decisione provvisoria unilaterale e segreta resa in favore del genitore tedesco o del genitore che trattiene fisicamente il minore nella giurisdizione tedesca; decisione poi contradditorizzata per la forma dal tribunale, in occasione della prima udienza convocata proprio per questo e durante la quale lo Jugendamt – che nell’ambito della Beistandschaft si è accaparrato i diritti sul minore – si costituisce lui stesso terza parte in causa per raccomandare al giudice di trattenere il minore presso il genitore beneficiario di detta misura; il giudice si serve di questa raccomandazione per motivare la sua decisione a protezione degli interessi tedeschi;

–           che la concessione di questa misura interviene nel caso di coppie non sposate,  ancora prima che venga adito il tribunale familiare, in assenza di una qualsivoglia decisione giuridica relativa all’affido o al diritto di visita;

–           che la concessione di questa misura interviene indipendentemente da una qualsivoglia decisione giuridica relativa all’affido, o al diritto di visita emessa da una giurisdizione terza;

–           che questa misura viene concessa sulla base della domiciliazione amministrativa del minore nel registro dei residenti del luogo in cui si trova il minore (Melderegister), iscrizione effettuata a favore del genitore che trattiene fisicamente il minore nella giurisdizione tedesca, all’insaputa del genitore non-tedesco e/o che non risiede in Germania, e senza che quest’ultimo ne venga informato; tutto ciò anche se i genitori sono sposati;

–           che questa misura impone di fatto il regime di separazione dei genitori (art.1, 3 UhVorschG in comb con l’art. 1567 del BGB);

–           che questa misura impone l’affido e la collocazione fisica del minore presso il genitore beneficiario di detta misura (art.1713 BGB, art.1 UhVorschG);

–           che questa misura impone di fatto il trattenimento del minore in Germaniaed esclude ogni tipo di visita al di fuori della giurisdizione tedesca;

–           che questa misura impone di fatto l’esclusione del genitore non-tedesco, o che non risiede nella giurisdizione tedesca, da un contatto effettivo e libero con suo figlio (principio della presunzione di colpevolezza del diritto tedesco, art. 235cpt) ;

–           che questa misura crea la situazione conflittuale perseguita dalle amministrazioni tedesche per assicurarsi il controllo politico sul minore, anche tra genitori che non sono necessariamente in litigio sulla gestione dell’affido e delle visite ai figli;

–           che questa misura revoca di fatto l’esercizio della “cura genitoriale congiunta” (gemeinsame elterliche Sorge, generalmente gemeinsame Sorge, termine che non corrisponde né alla potestà genitoriale, né all’affido) al padre che ha riconosciuto la paternità (Vaterschaftsanerkennung) ed al quale spetta in ragione della “dichiarazione di esercizio della potestà genitoriale congiunta” (Sorgeerklärung) che la coppia non-sposata ha ratificato avanti l’addetto dello Jugendamt preposto agli atti;

–           che questa misura ignora il riconoscimento di paternità sottoscritto all’estero del padre non-sposato;

–           che questa misura designa d’ufficio il genitore tedesco o residente in Germania quale genitore affidatario e collocatario, a discapito dell’altro genitore al quale non riconosce nessun diritto parentale, facendo di lui il debitore di un debito a favore del Bundesland, prima ancora di ogni discussione giuridica e decisone nel merito);

–           che tale misura può essere richiesta solo dal genitore che risiede nella giurisdizione tedesca o che vi torna stabilmente, l’altro genitore non può farlo, anche se detiene gli stessi diritti genitoriali sulla base del diritto nazionale o di una decisione giuridica (BGB art. 1717);

–           che questa misura è attuata dallo Jugendamt al ricevimento di una semplice dichiarazione scritta di una qualsiasi altra filiale dello Jugendamt. Non ha qualità giuridica;

–           che questa misura viene accordata a condizione che il genitore richiedente:

— fine pagina 1 —

1.         risieda in Germania (Art1 §1, n°2 UhVorschG)
2.         trattenga il minore sotto la sua “protezione”
3.         viva stabilmente in regime di separazione (Art1 §1, n°2 et §2 UhVorschG)
4.         non riceva alimenti dal genitore non-tedesco o che risiede all’estero (Art. 9, 1 del UhVorschG);

— pagina 2 —

–           che questa misura viene di fatto imposta dallo Jugendamt, dall’avvocato, dal giudice al genitore tedesco o che risiede in Germania; l’attuazione di questa misura è infatti  presupposto per ottenere determinati sussidi sociali, per esempio il gratuito patrocinio o gli assegni familiari;

–           che questa misura viene imposta con la finalità inconfessata di massimizzare il numero e l’importo dei crediti che lo Stato tedesco può far valere in modo fraudolentoanni dopo, attraverso l’incasso effettuato utilizzando le amministrazioni straniere (Art.7, 3 UhVorschG);

–           che questa misura può essere sospesa soltanto su richiesta del beneficiario, cioè colui che non ha nessun interesse a farlo e che, se lo facesse, perderebbe il sostegno unilaterale che gli accorda lo Jugendamt in qualità di avvocato di Stato o si ritroverebbe lui stesso minacciato della perdita dei suoi diritti genitoriali perché non “collabora” con lo Jugendamt (art. 1715 BGB);

–           che i costi e le spese dei procedimenti giuridici intrapresi nell’ambito di questo provvedimenti sono integralmente a carico dello Stato tedesco che li reclama poi al genitore debitore (Art7 §4 ultima frase UhVorschG);

–           che questa misura esige dal genitore beneficiario una collaborazione attiva con lo Jugendamt contro il genitore straniero o che risiede all’estero, basata sulla delazione dello straniero in favore degli interessi tedeschi; il genitore beneficiario deve fornire allo Jugendamt tutte le informazioni necessarie a stabilire la paternità del bambino e/o l’incasso degli alimenti (Art7, 3 UhVorschG);

–           che questa misura permette di far valere degli alimenti nell’ambito della concessione di anticipi sugli alimenti, ancora prima di stabilire il riconoscimento di paternità  (Art1712 BGB combinato con Art1600d BGB, Art 237 FamFG[3]);

–           che questa misura permette allo Jugendamt di stabilire unilateralmentel’importo degli anticipi sugli alimenti di cui il genitore non-tedesco o che non risiede in Germania è debitore al tesoro del Bundesland nel quale si trova il minore,indipendentemente dal reddito, dal tenore di vita, dalla nuova situazione familiare e soprattutto indipendentemente da ogni decisione giuridica e dalla volontà dei genitori o di eventuali accordi tra essi (Art. 9, 1 UhVorschG);

–           che nell’ambito di questa misura, l’invio di un avviso dello Jugendamt (Bescheid) redatto in un tedesco volontariamente incomprensibile per qualsiasi straniero (persino per i traduttori giurati), mancante della traduzione nella lingua del paese destinatario, mancante della menzione delle vie di ricorso né nel paese destinatario né in Germania, spedito per posta ordinaria, senza avviso, senza notifica ufficiale, è sufficiente a fare del destinatario un debitore nei confronti del Bundesland (che anticipa arbitrariamente gli alimenti al minore) per un periodo di 6 anni (Art. 7, 2 n. 2 UhVorschG);

–           che nell’ambito di questa misura, il Bundesland e il Bund (la federazione dei 16 Bundesländer rappresentati dal Governo Federale a Berlino) che è coinvolto per un terzo degli importi versati a titolo di anticipi sugli alimenti, si fanno rappresentare per far valere il rimborso degli alimenti a nome del minore dal dipartimento Unterhaltvorschusskasse (cassa anticipi su alimenti) dello Jugendamt (Art8 §1 UhVorschG);

–           che nell’ambito di questa misura, l’invio di tale avviso proveniente da una entità amministrativa tedesca, senza informazione alle autorità del paese nel quale risiede il genitore destinatario, è un attacco alla sovranità amministrativa di detto Stato;

–           che l’invio di un tale avviso ha come finalità premeditata e calcolata quella di spingere il genitore destinatario a eleggere domicilio giuridico in Germania, prima ancora dell’inizio di procedimenti giuridici, a fargli riconoscere in questo modo la competenza della giurisdizione tedesca e le sentenze che pronuncerà, e a fargli perdere in questo modo i diritti che gli garantisce invece la sua propria Costituzione (e la Comunità internazionale), in particolare il diritto a una difesa effettiva. Dare mandato a un avvocato tedesco è infatti assolutamente inutile visto che non esistono vie di ricorso giuridico contro la misura della Beistandschaft e che l’avvocato tedesco, per via del suo giuramento, difende gli interessi (costituzionali) tedeschi e non i diritti del suo cliente straniero (art. 12° BRAO – codice deontologico degli avvocati tedeschi) ed è soggetto, come tutte le persone delegate agli affari familiari, al principio del Kindeswohl tedesco, in altre parole al mantenimento “del benessere della comunità dei tedeschi ATTRAVERSO il minore” (art. 1697a BGB);

–           che l’invio di tale avviso ha come effetto perverso ma calcolato di spingere l’avvocato straniero a consigliare al suo cliente di dare mandato ad un avvocato in Germania, proprio perché non capisce né il significato né la portata di questa misura e ancora meno la finalità della giustizia familiare tedesca, e ignora che in questo modotradisce involontariamente il suo cliente;

–           che questa misura permette allo Stato tedesco di accaparrarsi con l’inganno la competenza giurisdizionale e creare così le condizioni per trattenere il minore in Germania e servizi di lui come oggetto del ricatto per appropriarsi del patrimonio dello straniero (Kindeswohlprinzip);

–           che questa misura permette allo Jugendamt di costituire un debito a carico del genitore non-tedesco o che non risiede in Germania a favore del Bundesland, a incrementarlo mensilmente, a ottenere a posteriori (vari mesi dopo averne dato inizio), la sua legalizzazione tramite il giudice familiare, nell’ambito di un procedimento giuridico di pura forma (Unterhaltsverfahren) nel quale lo Jugendamt utilizza il genitore tedesco (messo di fatto sotto la sua curatela) come prestanome (i costi processuali sono rimborsati e l’avvocato tedesco lavora in maniera autonoma) per ottenere una decisione giuridica contro il genitore non-tedesco o che non risiede in Germania, decisione contro la quale quest’ultimo non può più opporsi con mezzi legali in quanto questo procedimento avviene nel momento in cui Jugendamt e giudice hanno ormai creato una situazione di fatto e trasferito il diritto di decidere il luogo di soggiorno del minore (Aufenthaltsbestimmungsrecht)  al genitore tedesco, che risiede in Germania o allo Jugendamt, decisione che giustifica a posteriori il trattenimento fisico del minore presso il genitore tedesco o residente in Germania così come imposto dalla Beistandschaft e che di conseguenza giustifica a posteriori anche il debito creato in anticipo nell’ambito di questa misura;

–           che questa misura permette allo Stato tedesco (rappresentato dal suo Bundesland) di far valere, in quanto Stato, l’incasso di un debito costituito in qualità di Stato ma a nome del minore, servendosi del genitore tedesco o che vive in Germania come strumento per incassare. A questo fine, Bundesland e Jugendamt (che si sono appropriati dei diritti sul minore) restituiscono al genitore tedesco, cooperandomutualmente con il giudice familiare tedesco (che accorda il gratuito patrocinio) e con l’avvocato del genitore tedesco (remunerato con il gratuito patrocinio) i diritti genitoriali di cui si sono appropriati con l’introduzione della Beistandschaft, per condurre,servendosi del genitore tedesco, un procedimento giuridico avanti il giudicefamiliare per ottenere un titolo esecutivo e far valere contro il genitore straniero un credito non impugnabile che il genitore tedesco o residente in Germania (più esattamente il suo avvocato) ha poi l’obbligo di cedere nuovamente al Bundesland (Art. 7, 4 UhVorschG, art. 1613 BGB);

–           che questa misura abilita lo Jugendamt, in qualità di curatore di fatto del genitore tedesco e di tutore di fatto del minore, di terza parte in causa e di genitore di Stato nel procedimento giuridico e inoltre di notaio, a obbligare il genitore non-tedesco a riconoscere un debito futuro (facendo leva su un ipotetico diritto di visita con suo figlio) sulla base di introiti fittizi e contemporaneamente a far avere al genitore tedesco, o che risiede in Germania, un titolo (vollstreckbare Ausfertigung der Jugendamtsurkunde) che gli permette in qualsiasi momento una confisca dello stipendio o il blocco del conto in banca del genitore non-tedesco senza dover ricorrere ad un tribunale, e gli permette anche di beneficiare gratuitamente dei servizi d’incasso dello Jugendamt che identifica il domicilio e il datore di lavoro del genitore debitore, obbliga il datore di lavoro a comunicare i redditi del genitore debitore, da mandato ad ufficiale giudiziario in favore del genitore tedesco, alla sola condizione (vollstreckbare Ausfertigung der Jugendamtsurkunde – Copia esecutiva dell’atto dello Jugendamt) che la persona dello Jugendamt che emette il titolo d’incasso non sia la stessa che si è costituita “Beistand”, cioè curatore del genitore tedesco e tutore del minore nell’implementare la Beistandschaft (art. 59 SGB VIII – codice sociale tedesco, libro VIII)

–           che questa misura permette allo Jugendamt di costringere con l’inganno e la perfidia il genitore non-tedesco a riconoscere un debito verso il bambino (i cui diritti sono nelle mani dello Jugendamt e sul quale non può esercitare i suoi diritti genitoriali)valido 30 anni, se non è prevista altra durata e include gli arretrati degli alimenti (Unterhaltrückstand – Artt.197 e198 BGB). Il genitore che – giustamente – si rifiuta di firmare sulla base del volontariato obbligatorio il documento che gli presenta lo Jugendamt (Verpflichtungsurkunde), documento che stabilisce il suo debito futuroindipendentemente dalle decisioni giuridiche e dei suoi redditi futuri, diviene oggetto di una querela per sospetto (Feststellungs- und Besorgnisklage Art. 256, Art. 259 ZPO – codice di procedura civile tedesco) perché il suo rifiuto di firmare giustifica iltimore (Besorgnis) di un futuro mancato pagamento, questa querela apre la strada ad una seconda querela per il pagamento degli alimenti (Unterhaltsklage), trattata dapprima con provvedimento unilaterale e segreto senza udienza (provvedimento urgente), nell’ambito della cooperazione tra lo Jugendamt (beneficiario del futuro credito), dell’avvocato del genitore tedesco (remunerato con il gratuito patrocinio) che utilizzano il genitore tedesco come prestanome per condurre un procedimento giuridico a spese e aprofitto dello Stato, per assicurarsi un debito che non è ancora costituito. Poiché il rifiuto del genitore straniero di riconoscere questo debito anticipato che lo Jugendamt gli impone è definito come mancanza di cooperazione con quest’ultimo, costi e spese gli verranno addebitati, anche se riconoscerà poi il suo debito nel corso del procedimento giuridico. Qualsiasi cosa faccia, il genitore debitore non sfugge a questi metodi di diritto dittatoriale, soprattutto perché questo procedimento avviene anche se questo genitorepaga regolarmente gli alimenti direttamente al genitore tedesco (Bundesgerichtshof, Cassazione tedesca, Sentenza del 01.07.1998 – XII ZR 271/97: “Der Unterhaltsgläubiger hat grundsätzlich auch dann ein Rechtsschutzinteresse an – voller – Titulierung seines Unterhaltsanspruches, wenn der Schuldner den Unterhalt bisher regelmässig und rechtzeitig gezahlt hat[4]). Gli aspetti di questo provvedimento costituiscono uno dei numerosi motivi di conflitto genitoriale dissimulato dallo Jugendamt per appropriarsi del controllo politico sui minori;

–           che nell’ambito di questo provvedimento, il riconoscimento del debito effettuato sotto la pressione dello Jugendamt (Verpflichtungsurkunde des Jugendamtes), sotto la minaccia del volontariato obbligatorio non ha la forza giuridica di un atto del tribunale[5], con la inconfessata finalità di impedire un riaggiustamento dell’importo o della durata nell’ambito di un procedimento non contenzioso (art 240 FamFG), autorizzandolo invece solo nell’ambito di una lunga e costosa azione di modifica della decisione (Abaenderungsklage  – Art. 239 FamFG) che esige un motivo importante (art. 323, 2 e 3 ZPO – codice di procedura civile tedesca) e l’estinzione preventiva del patrimonio del genitore debitore. In altri termini questo riconoscimento di debito del genitore non-tedesco, che lo Jugendamt trasforma in titolo esecutivo in favore del genitore tedesco, è praticamente inattaccabile;

–           che nell’ambito di una azione di modifica di questa decisione (Abaenderungsklage) le parti presenti alla firma devono essere le stesse, tranne che in caso di delega dei diritti;

–           che il settore “Vorschusskasse” dello Jugendamt si nasconde dietro alla definizione ingannevole di “sozialer Traeger”;

–           cha la richiesta di Beistandschaft si basa sull’accordo del genitore tedesco o che risiede in Germania (che esercita in questo modo tutti i poteri e soprattutto quello di far parlare l’altro genitore che vorrebbe solo rivedere suo figlio), lui stesso utilizzato dallo Jugendamt (cioè messo sotto curatela) a questo fine;

–           che questa misura genera in anticipo un credito non impugnabile, basato sul semplice fatto che il genitore straniero non ha nessun mezzo per contestarlo, né il fatto che siano stati concessi arbitrariamente degli anticipi sugli alimenti, né l’importo mensile stabilito arbitrariamente dallo Jugendamt;

–           che questa misura permette alle autorità tedesche di abusare dei regolamenti europei per esigere dalle autorità straniere l’esecuzione di una decisione amministrativa tedesca, inapplicabile in quanto tale negli altri paesi, ma legalizzata (per il diritto tedesco) a questo fine;

–           che questa misura permette alle autorità tedesche di abusare dei regolamenti europei per far procedere, in modo calcolato e premeditato all’incasso coatto (confisca dello stipendio, del patrimonio), ad opera delle autorità straniere, di un credito contro il quale il loro concittadino non dispone di riscorso effettivo in Germania e ancora meno nel proprio paese, poiché l’organo incaricato dell’esecuzione (ufficiale giudiziario o giudice dell’esecuzione) non è in grado di verificare e comprendere la natura amministrativa, arbitraria, iniqua e xenofoba di questa decisione pseudo-giuridica tedesca e ancora meno è abilitato a contestarla;

–           che questa misura permette l’incasso forzato nel momento in cui i procedimenti di diritto familiare tedesco finalizzati a mettere l’esercizio effettivo dei diritti genitoriali del genitore straniero sotto il controllo del genitore tedesco (o più esattamente sotto il controllo dello Jugendamt che utilizza per questo il genitore tedesco) si sono esauriti e il genitore non-tedesco o che risiede all’estero non ha più vie di ricorso;

–           che questa misura permette di nascondere ai Governi stranieri e alla Commissione europea, con calcolo e premeditazione, che il beneficiario del creditonon è il ricorrente, cioè il genitore tedesco o residente in Germania, ma il Bundesland, in pratica lo Stato tedesco;

–           che questa misura permette alle autorità tedesche di implementare gli effetti coercitivi del titolo esecutivo (pignoramento del salario) in modo perenne, cioè oltre la durata dell’applicazione del provvedimento della Beistandschaft (6 anni) che lo ha introdotto sulla base di una decisione amministrativa arbitraria e permette di esigere in questo modo, non più il rimborso degli anticipi sugli alimenti concessi in modo arbitrario nell’ambito della Beistandschaft, ma di esigere dal genitore non-tedesco o che risiede all’estero il pagamento degli alimenti (Kindesunterhalt) calcolati arbitrariamente dallo Jugendamt sulla base della tabella di Düsseldorf (Düsseldorfer Tabelle), cioè indipendentemente dal suo reddito, dal tenore di vita, della nuova situazione familiare del genitore che risiede all’estero, ma anche indipendentemente dai redditi del genitore tedesco o che risiede in Germania; una della finalità della Beistandschaft è infatti quella di massimizzare il prelievo delle ricchezze all’estero in favore della comunità dei Tedeschi, utilizzando il diritto dei Tedeschi, conformemente al principio delKindeswohl tedesco;

–           che questa misura permette alle autorità tedesche di far valere un credito il cui importo definitivo rimane aperto, con mezzi fraudolenti, aggirando in modocalcolato e premeditato i regolamenti europei (o le decisioni straniere), grazie alla costrizione che deriva dal titolo esecutivo (europeo);

–           che nell’ambito di questa misura i documenti trasmessi alle autorità straniere sonoesonerati dall’essere in traduzione giurata;

–           che la ricerca e il riconoscimento di paternità è finanziato dallo stato tedesco a favore del beneficiario del provvedimento che retrocede i suoi diritti al Bundesland;

–           che generalmente questa misura non viene proposta al genitore non-tedesco della coppia che risiede abitualmente in Germania per evitare la fuga di capitali all’estero;

–           che questa misura permette di sottrarre i diritti genitoriali al genitore affetto da malattia di lunga durata o da una disabilità, anche se la malattia o la disabilità non compromettono le sue capacità educative. Questo avviene soprattutto a discapito del genitore non-tedesco (art1 del UhVorschG – già UVG, Legge sulla concessione di anticipi sugli alimenti).

TENUTO CONTO:

  1. che lo JUGENDAMT, amministrazione opaca, è incaricato delle cause familiari in Germania;
  2. che il personale dello JUGENDAMT, entità politica locale, non presta nessun tipo di giuramento (non è cioè tenuto a rispettare nessun codice deontologico);
  3. che il Governo Federale, garante del rispetto dei trattati e delle convenzioni ratificate a livello internazionale, dichiara di non avere nessun potere amministrativo o giuridico sull’entità “JUGENDAMT”;
  4. che lo JUGENDAMT che decreta la BEISTANDSCHAFT è la terza parte in causa (genitore di Stato) in tutte le udienze e le cause dei tribunali familiari tedeschi;
  5. che lo JUGENDAMT difende la relazione bambino-Stato a discapito della relazione bambino-genitore (art. 1697 – BGB, codice civile tedesco);
  6. che questa misura riguarda tutti i genitori non-tedeschi separati da un cittadino tedesco, indipendentemente dalla loro nazionalità, dal fatto che siano padri o madri e indipendentemente dal fatto che risiedano in Germania o altrove;
  7. che questa misura amministrativa costituisce una intrusione nella sovranità amministrativa degli altri Stati dell’Unione poiché nessuna amministrazione dello Stato di residenza del genitore non-tedesco viene informata dell’attuazione di tale misura;
  8. che lo JUGENDAMT si costituisce, tramite questa misura amministrativa arbitraria (BEISTANDSCHAFT), su richiesta del genitore tedesco, curatore di detto genitore per appropriarsi dei diritti sul minore e farli poi valere contro il genitore non-tedesco o che non risiede in Germania, a favore del genitore tedesco;
  9. che l’UE ha creato enormi disparità tra i genitori tedeschi e quelli non-tedeschi, uniformando i procedimenti per l’incasso, senza prima uniformare la maniera in cui viene costituito il debito alimentare e le parti in causa;

CONSEGUENTEMENTE:

  1. che la Beistandschaft è uno strumento di politica economica e sociale;
  2. che è strumento di delazione;
  3. che questa misura della BEISTANDSCHAFT dello Jugendamt è unica nel suo genere e non può essere tradotta in nessuna altra lingua (così come “cappuccino” o “sushi”);
  4. che questa misura fissa di fatto la residenza abituale del minore in Germania in modo arbitrario e per via amministrativa (BGB §1713 e UVG -UhVorschG§1);
  5. che crea le condizioni per sospendere definitivamente l’esercizio dei diritti genitoriali del genitore contro il quale essa viene applicata, di solito il genitore non-tedesco, in caso di coppie miste (art1716 §1 BGB);


NELLO SPECIFICO:

  1. che il procedimento di BEISTANDSCHAFT viola una decisione di giustizia familiare francese (violazione del regolamento comunitario Bruxelles II bis);
  2. che il procedimento di BEISTANDSCHAFT è contrario persino a decisioni del tribunale familiare tedescon;
  3. che la richiesta di BEISTANDSCHAFT del genitore tedesco permette di fare del genitore non-tedesco o residente all’estero un debitore del Land senza motivo, in assenza e addirittura in violazione di decisioni giuridiche;
  4.  che permette di giustificare il trattenimento illecito di un minore in territorio tedesco per creare il fatto compiuto, usato poi per giustificare una ipotetica competenza giuridica tedesca;
  5. che le richieste e le minacce incessanti prodotte nel corso di questo procedimento, in un tedesco molto tecnico e incomprensibile, costituiscono una vera persecuzione al fine di costringere il genitore non tedesco:
    – a dare mandato a un avvocato in Germania
    – a dichiarare il suo patrimonio e quello di tutta la sua famiglia

IN CONCLUSIONE

che questa misura amministrativa è incompatibile con i principi del Diritto familiare in Europa e pertanto

CHIEDIAMO:         

1.      che la misura amministrativa della “Beistandschaft dello Jugendamt” sia dichiarata misura discriminatoria e arbitraria, origine di conflitto familiare, incompatibile con i principi di una giustizia imparziale;

2.      che siano sospesi il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni giuridiche di diritto familiare tedesco oggetto di una misura di Beistandschaft, soprattutto quelle che sarebbero applicabili nell’ambito del RE 4/2009;

3.      che questa sospensione rimanga effettiva per il tutto il tempo necessario alle giurisdizioni europee e alle istanze internazionali  di verificare loro stesse, anche in base ai fatti, che lo JUGENDAMT non sia più incaricato di creare dei crediti e del loro incasso per conto dello Stato tedesco;

4.      la traduzione del Governo Federale e dei Governi dei Laender avanti la Corte Europea di Giustizia per violazione intenzionale dei regolamenti europei e delle convenzioni internazionali e frode aggravata della comunità internazionale;

5.      l’apertura di un’inchiesta finalizzata a valutare gli importi percepiti dalla Germania in nome della Beistandschaft e la richiesta alla Repubblica Federale di Germania del rimborso agli Stati coinvolti di tutti gli alimenti percepiti in modo fraudolento a mezzo della Beistandschaft dello Jugendamt e la richiesta degli indennizzi;

6.      che le decisioni tedesche relative agli alimenti debbano essere solo giuridiche e che siano subordinate a un diritto di visita effettivo nel paese di residenza del genitore non-tedesco;

Luglio 2012
Questa petizione è firmata e presentata da :

 


[1] Lo Jugendamt è un‘enorme entità politico-giuridica (anche se i Tedeschi lo negano) a cui sono affidati moltissimi compiti, svolti da diversi dipartimenti. Tra i tre principali dipartimenti troviamo: Allgemeiner Sozialer Dienst (ASF) incaricato di indagini, informazioni sociali e la raccomandazione politica al giudice, il dipartimento Beistandschaft incaricato di applicare i provvedimenti di Beistandschaft e il dipartimento Jugendamtvorschusskasse incaricato di pagare gli anticipi al genitore beneficiario (per definizione il genitore tedesco) e di incassarli dal genitore debitore (per definizione quello straniero).

[3] Di fatto e secondo le pratiche tedesche, questo codice va inteso come Legge sui procedimenti non-contraddittori. In questa giurisdizione i tribunale si libera da ogni codice di procedura civile (ZPO) per sentenziare in base a poteri particolari che gli vengono attribuiti per servire innanzi tutto gli interessi tedeschi (Legge in vigore dal 1.09.2009).

[4] Traduzione : il creditore ha sempre interesse a far riconoscere per vie legali l’importo totale del credito alimentare che gli è dovuto (NdT : che gli sarà dovuto in futuro!) anche se il debitore ha pagato regolarmente gli alimenti fino a quel momento e nei termini dovuti.

[5] I titoli prodotti dallo Jugendamt non  hanno forza giuridica materiale, ma solo formale (“Jugendamtsurkunden begründen als Vollstreckungstitel keine materielle Rechtskraft” fonte: www.juraforum.de/lexikon/rechtskraft) che può essere annullata solo nell’ambito di una richiesta di “restitutio in integrum” (Wiedereinsetzung in den vorigen Stand), di un ricorso per revisione (Wiederaufnahmeklage), di un ricorso un per annullamento dell’autorità della causa giudicata nei termini previsti dall’art. 826 BGB (Durchbrechung der Rechtskraft) o per ricorso di modifica della decisione (Abänderungsklage).


Altri articoli in relazione con la Beistandschaft:

008-european-parliament-committee-on-petition-beistandschaft-of-the-jugendamt/
010-une-justice-familiale-allemande-incompatible-avec-le-droit-europeen/

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011 -Jugendamt: entre mythe et mystification – Un exemple de 1941

Je m’efforce d’exposer  de manière théorique et détaillée comment et dans quel but l’entité politique Jugendamt (prononcer: You-Gaine-Tammte) agit pour s’emparer des droits de l’enfant mineur d’un parent non-allemand, notamment au travers de la mesure de la Beistandschaft  (prononcer: Bye-Stande-Tschafft). J’explique pourquoi la mission du tribunal familial allemand se résume à valider la décision politique du Jugendamt. Je ne manque jamais  de souligner l’impérieuse nécessité d’une administration de type national-socialiste pour pouvoir mettre en oeuvre une telle mesure et le comportement  implicitement criminel des juristes allemands qui l’appliquent et la cachent en toute connaissance de ses effets.

Parce que le pouvoir allemand cherche à me discréditer et que ces réalités terrifiantes dépassent de loin le pouvoir d’imagination de tout juriste et politique non-allemand, tous choqués par une telle comparaison, aujourd’hui au coeur de l’Union Européenne, je laisse aux intellectuels le soin de réfléchir à l’exactitude de mon propos au regard  du document ci-dessous, daté de 1941, donc de l’administration nationale-socialiste.

Il s’agit d’une “attestation” (Bescheinigung) rédigée le 21 juillet 1941 par le tribunal d’instance  (Amtsgericht) de la ville de Łódź, qui l’adresse au Jugendamt (plus exactement au Kreisjugendamt – c’est à dire celui des villes de plus de 100.000 habitants) de la même ville. Ce dernier le reçoit le 30 juillet, ce qu’atteste le cachet (bleu à gauche) apposé par le préposé du conseil communal (Landratsamt), service (Abteilung) Jugendamt.
Par ce document, le tribunal “atteste” (légalise) que “le Jugendamt de Litzmanstadt (Łódź en allemand) est tuteur (Vormund) de l’enfant né hors mariage le 26.06.1941 à Konstantinow, de Alicja Dwoniczak (sa mère) portant le nom de Irena Danuta Dwoniczak”. L’attestation est signée par le conseiller du tribunal d’instance (Amtsgerichtsrat)  qui n’est qu’un employé de tribunal.
reichsjugenwohlfahrt_lebensborn
L’objet est ici de voler l’enfant d’une mère étrangère non-mariée (donné à une famille d’allemands pour y être germanisé), sans même l’entendre, tout en donnant une forme de légalité à ce crime, non pas par humanité ou par moralité, mais simplement pour se parer juridiquement, si plus tard, les choses devraient mal tourner.

Le vol du mineur s’effectue ici par la voie d’une “Vormundschaft” (placement sous tutelle), une  forme plus invasive, plus radicale, que la Beistandschaft (voir: Beistandschaft), exactement comme cela se  fait aujourd’hui, avec tout juste un peu plus de discrétion.

Analysons ce document pour le comprendre !
Le tribunal “atteste” en vertu de l’article 37 de la “Reichs-Jugend-Wohlfahrt-Gesetz” (RJWG) sur simple signature de son greffier (sans aucune procédure judiciaire) une situation.

De manière logique cette attestation répond à une requête, qui lui a été adressée en ce sens. Or, le demandeur n’apparait pas. Qui est le demandeur? Le JUGENDAMT lui-même !
Et parce que le Jugendamt est le demandeur, il ne doit pas apparaître. Tout doit être fait pour laisser croire que le juge aurait transféré l’autorité parentale de l’enfant sur le JUGENDAMT  à la demande d’un tiers, voire que le Jugendamt agirait à la demande du tribunal. Or, c’est exactement le contraire qui se passe.

Aujourd’hui, rien n’est différent de la procédure de 1941. Seule la forme s’est étoffée.
Le Jugendamt reste le demandeur. C’est lui qui est à l’origine de la décision politique dissumulée sous les termes abstraits de  Beistandschaft ou de Vormundschaft, que les acteurs de justice (avocats et experts y compris) ont pour mission d’entériner “deutsch-legal”.
Il en est lui-même le bénéficiaire (il conserve le mineur dans sa juridiction, sous son contrôle politique, et fait payer l’étranger pour l’enfant qu’il lui a soustrait).
La vraie différence de nos jours, est qu’il va rechercher le père disparu, auquel il fait le chantage à la pension alimentaire, pour pouvoir l’instrumentaliser à ses fins (comme je l’explique dans le document “Beistandschaft“). Des procédures sont tenues pour la forme (tout est décidé avant même l’ouverture du débt!), faisant intervenir des experts du Kindeswohl qui au travers de compte-rendus à caractère pseudo-scientifique attesten combien un contact avec la mère se révèlerait périlleux et nocif pour le Kindeswohl (économique) des Allemands. Tout cela est bien entendu moins sauvage et permet surtout de montrer une respectabilité  vis-à-vis d’une communauté internationale qui est loin de suspecter une organisation planifiée en ce sens.

Hier comme aujourd’hui, l’intervention arbitraire et secrète du Jugendamt disparaît dans le jeu des procédures judiciaires. C’est d’ailleurs fort de cette assurance que politiques et juristes allemands peuvent claironner haut et fort, dans les toutes instances internationales, qu’un plaignant qui s’estime lésé, peut toujours saisir la Cour Européenne des Droits de l’Homme. Ils savent eux, bien sûr, que cette dernière ne statue que sur la base de décisions judiciaires et jamais sur celle de décisions administratives. Les décisions politiques du Jugendamt, qui conditionnent la décision finale, étant de nature administrative,  la Cour ne peut jamais parvenir à identifier pourquoi et comment le Gouvernement allemand viole systématiquement les droits fondamentaux des parents et des enfants. Et trompe l’ensemble de la communauté internationale. Sans même parler des greffiers de langue allemande chargés de filtrer les dossiers pour les épurer des preuves compromettantes.

Pour terminer attardons nous sur la date de ce document, le 21 juillet. Certainement un détail anodin pour tous. Pas pour qui connait la manière de procéder des Allemands modernes (ceux que l’on rencontre au Parlement Européen ou dans les conférences de juristes).

Comme je l’explique dans divers autres textes (Beistandschaft et Jugendamt) la capture des enfants s’effectue aujourd’hui (comme hier) de manière planifiée, par surprise, toujours un vendredi, à la veille du week-end, l’objet est bien-sûr d’entraver une réaction rapide des parents.
Le Jugendamt est inattaquable.Il détient des pouvoirs de police et de justice, il opère en toute autonomie (art. 28-2 GG). Il embarque donc les mineurs de sa propre initiative, souvent à l’école, toujours le vendredi (rarement un jeudi, quand son carnet de commande est plein) avec l’appui de la police et si nécessaire du médecin légiste.
Tout cela – bien sûr – sans information préalable aux parents, sans procédure, ni décision de justice, qu’il obtiendra plus tard, une fois le fait accompli.
Précisons tout de même à qui cela ne serait pas clair, que s’il agit ainsi, c’est pour bien créer le plus grand choc émotionnel possible, car la déstabilisation du parent et de l’enfant lui servira plus tard pour argumenter et motiver la justesse de sa décision inhumaine.

Puisque les politiques allemands me reprochent d’employer à tord le terme “national-socialiste” pour qualifier une telle attitude, regardons si l’administration allemande procédait de manière différente, sous le gouvernement du Chancelier Hitler.

Le 21 juillet 1941 – je me suis donné la peine de le rechercher – est comme par hasard un vendredi. Le Jugendamt a donc volé l’enfant de 1 mois à sa mère (à ses parents non-mariés) un vendredi pour qu’elle ne puisse pas réagir, qu’elle se culpabilise ou s’énerve tout le week-end. Afin de pouvoir exploiter contre sa colère ou son angoisse. Elle ne sait pas où se trouve son enfant, on ne lui donnera aucune nouvelle et surtout elle ne sait absolument pas ce qu’on lui reproche. Une situation très déstabilisante.

Le jour même de la capture, le Jugendamt demande au tribunal (par téléphone) de lui attribuer la tutelle. Celui-ci s’exécute et la lui délivre sans sourciller. 4 jours plus tard, le mardi 30 juillet, l’attestation parvient au Jugendamt, qui dès lors est devenu le “parent d’Etat” plénipotentiaire.

Le Jugendamt sait que le temps nécessaire à cette mère pour se remettre du choc émotionnel, pour trouver, consulter et dépêcher un avocat au tribunal est long. L’absence d’une requête de sa part, et concomitamment celle d’une décision judiciaire, lui permet de cacher l’enfant enlevé à une adresse tenue secrète, sans même violer la Loi.

Face à la mère décomposée qui cherche partout son enfant et qui vient supplier l’employé du Jugendamt de lui dire l’adresse où il se trouve et là où elle aurait pu fauter en tant que mère, cet employé (il s’agit s’agit toujours d’un collègue de celui qui a commis le rapt) se sera affranchi d’une quelconque responsabilité dans le rapt: C’est le juge qui a décidé!
Puis il aura fait preuve de l’insoutenable compassion et de l’incalculable impuissance, si propres à ses collègues d’aujourd’hui, pour invoquer mécaniquement, la seule et unique issue possible pour retrouver un éventuel contact (même au téléphone) avec l’enfant: La procédure judiciaire.
Précisément la procédure qui servira à judiciariser le rapt perpétré par le Jugendamt, en le couvrant du semblant de contradictoire. Inutile de préciser – j’espère – que cette mère n’aura jamais revu son enfant et que l’enfant de 1 mois au moment de sa capture n’aura jamais connu sa mère. Il portera sans aucun doute un nom allemand.

En pratique, aujourd’hui, ce qui se passe avec une mère étrangère célibataire dans l’Allemagne moderne est exactement ce qui se passait en 1941. Avec quelques nuances de formes;
Une fois l’enfant capturé par surprise, avec l’appui de la police, le Jugendamt contacte le tribunal dans le but de couvrir son crime d’une légalité toute allemande.
Une décision urgente est rendue par le juge dans le quart d’heure, sans convocation des parties, au motif d’une urgence qui n’existe pas, inventée de toutes pièces, dans le seul but de créer le fait accompli.
Il communique sa décision dans la minute au Jugendamt, soit par fax, soit par courriel.
Le motif qui justifie la décision urgente  du tribunal est généralement une mise en péril non pas du “bien-être de l’enfant” (comme cela est toujours traduit de manière erronée), mais du “bien-être de la communauté des Allemands PAR l’enfant” (Kindeswohl). Ce motif fourni par le Jugenamt est toujours violemment accusateur de la mère étrangère et livré – bien entendu – sans preuve tangible. Ceci dans l’idée de la stimuler à réclamer elle-même l’intervention de l’expert, dont elle ne doute pas qu’il viendra la disculper. Elle ignore, bien sûr, que dans ce jeu de sadiques, juge et Jugendamt ont besoin de cet expert pour gagner le temps nécessaire à créer le fait accompli (sur lequel on ne reviendra plus) et dissimuler l’attentat qu’ils ont commis contre elle. En conséquence, c’est donc elle qui sûre de faire tomber les accusations fallacieuses Jugendamt, réclame l’intervention de celui qui viendra justifier le vol de son enfant.
La décision urgente du tribunal est connue du seul Jugendamt. Là non plus cet état de fait est dénué de toute arrière pensée. L’idée est ici de contraindre la mère à prendre elle-même l’initiative de mandater un avocat allemand, simplement pour connaitre les motifs qui ont conduit au rapt de son enfant. Mais un tel avocat a prêté serment pour défendre le principe du Kindeswohl allemand. Il ne défendra donc jamais autre chose que les droits allemands de sa cliente étrangère (ceux qui servent à la communauté des Allemands), ce qui en pratique se résume à l’accompagner aussi longtemps que possible sur le “chemin du droit allemand” (deutscher Rechtsweg) et la délester de ses économies. Ce qui par définition sert le principe économique du Kindeswohl (de l’enrichissement par l’enfant).
Dans le même registre, Jugendamt et tribunal s’utilisent réciproquement l’un et l’autre, pour exorter leur impuissance, se renvoyer mutuellement la responsabilité de la non-décision judiciaire (en l’abence de décison, aucun recours n’est possible!), se déclarer en attente de la décision de l’autre, afin ne pas statuer sans laisser transparaître  que là est précisément leur intention.

Pour terminer ce tour d’horizon plus que partiel du vice de légalité allemande, je préciserai un point de détail absolument essentiel pour comprendre comment les responsables politiques et les juristes allemands nous flouent, avec une intention délibérée de le faire;

Une mère dans la situation ici décrite, qui se rend au tribunal pour la première audience, ignore que le juge face auquel elle va se retrouver a déjà statué secrètement dans son affaire. Et que pour cette raison bien précise, il ne pourra faire autre chose que de confirmer la décision rendue à la demande du Jugendamt, le jour où celui-ci lui a volé son enfant. Il montrera alors sa grande impuissance devant des faits qui feront de lui  quasiment la victime de la procédure.
En effet, ayant déjà jugé une première fois, il ne peut pas se déjuger la seconde fois. Son travail consistera donc à transformer la décision urgente et secrète, en une décision provisoire identique dans la forme et dans le texte.
Ce qui aura pour effet immédiat de ne pas statuer et gagner le temps nécessaire à faire intervenir d’autres personnages pour ne pas lui rendre l’enfant et lever pour elle toute possibilité de constituer un recours contre cette non-décision.
Mais l’effet le plus pervers est ailleurs; la décision provisoire se substitue à la décision urgente, rendue dans le secret. Qui consulte plus tard le dossier, est convaincu que la décision de placer l’enfant sous la tutelle du Jugendamt a été prise après l’audition de la mère par le tribunal.

Le cas de la mère polonaise de 1941 n’était nullement un cas isolé; plus de 160.000 enfants ont été spoliés “deutsch-legal” à leurs parents étrangers pendant le troisième Reich, exactement comme je viens de le décrire ici, c’est à dire en respect de la Loi allemande.
Pas plus que les cas de spoliation d’enfants sont des cas isolés dans l’Allemagne moderne.
A peu près 10% de tous les mineurs en Allemagne font l’objet chaque année d’une mesure de “protection” de la part du Jugendamt (c’est à dire Beistandschaft, Vormundschaft, Unterhaltvorschuss, etc..). Soit 1,4 million de mineurs.
Le nombre de mineurs arrachés en 2015 à leur famille par le Jugendamt (Inobutnahmen) pour, dans la plupart des cas, être germanisés de force, s’est élevé à 78.000 mineurs.
Le cumul de ces cas sur la période 2005 – 2015 s’est élevé à 430.000 mineurs.

Quel intellectuel voudrait au regard de cette preuve, affirmer que traiter les procédures de justice allemandes de procédures nazies serait une offense pour les Allemands?
Ne pas les traiter de ce qu’elles sont, à savoir de procédures en tous points identiques à la philosophie et l’idéologie nazie, pour ne pas froisser nos “amis” allemands – ceux qui nous volent nos enfants “deutsch-legal” – ne reviendrait-il donc pas au final à les protéger, parce qu’il serait interdit de dire la vérité?
Ne seraient-ce donc pas plutôt ces procédures et les mensonges des responsables politiques allemands qui les couvrent, qui constitueraient en eux-mêmes une grave offense à leurs victimes et à l’Union Européenne?

Le Jugendamt, mythe ou mystification?

Olivier Karrer
Paris

 

008 – European Parliament – Committee on Petition – “Beistandschaft of the Jugendamt”

The petition against the German administrative measure of the BEISTANDSCHAFT (pronounce: “By-Staand-Tschaaft”) of the JUGENDAMT – an 11 pages document – was written by me, together with some other members of my organization CEED  (Conseil Européen des Enfants du Divorce). CEED is an organization that gathers numerous parents of various nationalities, who all lost their rights, their children, their money, and finally their dignity and liberty, as an unwitting contribution, to the economic welfare of the limited liability company “Germany” (the so called Economic German BUND lead by Wolfgang Schäuble).

The Beistandschaft is the key instrument used by a German local political entity -the JUGENDAMT (pronounce: ‘You-Guenn-Taamt’) – to hedge secretly, in advance and definitely, the final outcome of ANY procedure of German family law.

As my petition was introduced to the European Parliament, the German Government launched a european wide campaign of diffemation, criminalization and persecution, which brought me for 4 years in jail.

Many others were assaulted and threatened heavily (Meike Langenhan – D, Konstantin Theocharidis – GR, Rebecca Saruhan – TUR, Dr Luc Gigou – F, Joumana Gebara – LBN, Dr Jean-Paul Pennera – F and many others), condemned to pay fines (Beata Pokrzeptowicz – PL) or even jailed (Kimberly Hines – US, Lionel Gilberti – F, Silvia Kalina – D, Dr Marinella Colombo – ) for short time.

A political process was hold on purpose in the dependent “Gau-Region” Italy (lead at this time by Merkel’s gouverneur Premier Mario Monti) to declare CEED a criminal organization, to make ineffective (for us) any legal mean of defense, to avoid any publicity and, last but not least, to allow the Germans to keep on their terrific angelic immaculacy; In facts, not the German Governement did condemned us, but the Europeans themselves. They legalized this way an arbitrarian, ultra nationalistic and highly discriminatory German administrative measure and made it jurisprudency for the entire European Union. 

Following parlamentary work was then promoted by Dr Marinella Colombo (Milan) who was confronted with a lot a difficulties and threats to circumvent german hostility.

Olivier Karrer
CEED Paris

Please see my conclusions below, following these 3 Parlamentary questions raised by italian representatives and the 3 answers given by the European Commission to the topic (the first answer is available only in french).


eu_vignette_parlement2 Parliamentary questions – QUESTION 1
28 June 2013
Question for written answer to the Commission – Rule 117

Patrizia Toia (S&D) , Roberta Angelilli (PPE) , Cristiana Muscardini (ECR) , Erminia Mazzoni (PPE) , Niccolò Rinaldi (ALDE) , Oreste Rossi (PPE)

Subject:  Germany’s Jugendamt (child welfare office) and its ‘Beistandschaft’ administrative measure
In Germany, part of the Jugendamt’s everyday work involves issuing administrative measures known as ‘Beistandschaft’. These consist in the main of bringing a default action against a parent, who is often not a German citizen and not resident in Germany, for maintenance payments for the child living with the other parent in Germany. This can often happen even before a judicial ruling gives it legality.

In essence the Jugendamt, having advanced a sum of money that it has itself decided is suitable to the parent that is de facto living with the child, then applies to the other parent for repayment of this amount, relying in so doing on its prerogative and enforceable powers as a public body.

There is no right of appeal against the ‘Beistandschaft’. It is decided upon without a hearing and it is often vitiated by a failure to notify the party concerned, who only learns of its existence some considerable time later when the sums involved are deducted under an attachment of earnings.

Having duly verified the German laws concerned, could the Commission answer the following:
Does it believe the ‘Beistandschaft’ administrative measure is compatible with European Union law

Does it believe that an administrative measure without a hearing, such as the ‘Beistandschaft’, in which a public body such as the Jugendamt stands in the place of one party against the other, is compatible with Article 17 of Council Regulation (EC) No 4/2009, which provides that a decision given is recognised in another Member State without any special procedure being required and is therefore immediately enforceable?

Does it believe that an administrative measure that does not allow for any form of appeal, such as the ‘Beistandschaft’, issued by a public body such as the Jugendamt, is contrary to Article 19 of Council Regulation (EC) No 4/2009 of 18 December 2008?

Original language of question: IT OJ C 56 E, 27/02/2014
Questions parlementaires – REPONSE 1
20 août 2013
Réponse donnée par Mme Reding au nom de la Commission
Les Honorables Parlementaires interrogent la Commission sur la compatibilité du Beistandschaft avec le droit de l’Union européenne. Selon les informations dont dispose la Commission, le Beistandschaft en matière d’obligations alimentaires désigne le pouvoir donné au Jugendamt (service d’aide à la jeunesse) d’agir en tant que conseiller juridique de l’enfant en ce domaine.

La Commission souligne que la détermination d’une créance alimentaire ou de prestations versées à titre d’aliments, l’organisation interne d’un État membre pour allouer des aliments, la définition des pouvoirs du Jugendamt pour assister un enfant en matière alimentaire ou son droit d’agir en remboursement des prestations fournies à titre d’aliments relèvent du droit national. L’exercice de ces pouvoirs ne relève pas de la mise en œuvre du droit de l’Union européenne.

La Commission n’est donc pas en mesure d’en évaluer la compatibilité avec le droit de l’Union européenne.

Par ailleurs, les Honorables Parlementaires souhaitent connaître l’avis de la Commission quant à la compatibilité d’une décision prise par le Jugendamt dans le cadre de ses pouvoirs de Beistandschaft en matière d’obligations alimentaires avec les articles 17 et 19 du règlement (CE) no 4/2009 (le règlement «aliments»).
À cet égard, la Commission précise que le Jugendamt n’est pas assimilé à une juridiction au sens du règlement «aliments».
Dès lors, à supposer qu’il puisse prendre des «décisions unilatérales», celles-ci ne bénéficieraient pas des règles prévues par le règlement «aliments» en matière de reconnaissance et d’exécution, en particulier de l’abolition de l’exequatur (article 17) et de la procédure de réexamen (article 19).

JO C 56 E du 27/02/2014
eu_vignette_parlement2 Parliamentary questions – QUESTION 2
14 October 2013
Question for written answer to the Commission – Rule 117

Cristiana Muscardini (ECR) , Niccolò Rinaldi (ALDE) , Roberta Angelilli (PPE) , Patrizia Toia (S&D) , Erminia Mazzoni (PPE) , Oreste Rossi (PPE)

Subject:  The German ‘Jugendamt’ (child welfare office) and the ‘Beistandschaft’
In its answer to Question E-007711/2013, the Commission states that ‘[t]he exercise of these powers does not form part of the application of European Union law and the Commission is therefore not able to assess its compatibility with EC law’, but it is common knowledge that there are EU instruments, such as Council Regulation (EC) No 4/2009 of 18 December 2008, that are concerned with precisely these issues, so there clearly is competence in this sphere. The Commission’s statement highlights an unacceptable paradox. Could the Commission provide definitive clarification on whether, in its view, the EU institutions do not in fact have any jurisdiction on the said subjects, particularly where fundamental rights are being infringed, and where these are protected in other EU countries?

In its answer, the Commission says ‘assuming that it [the Jugendamt] may take unilateral decisions’. We would therefore like to make it clear that the article of law concerning Beistandschaft provisions stipulates that such a provision shall be issued only at the request of the parent who is with the child (whether in the absence of, in accordance with or in contravention of a custody ruling) on German territory and without any kind of consultation with the other parent (from whom, not infrequently, the child has been abducted) and, in addition, provides that the provision shall be immediately enforceable. We therefore ask for the Commission to confirm that Beistandschaft provisions may be characterised as unilateral decisions.

In its answer, the Commission also states that ‘the Jugendamt is not equivalent to a court within the meaning of the said regulation; therefore, since it may take unilateral decisions, these decisions are not covered by the rules laid down in the regulation on maintenance obligations regarding recognition or enforcement, and in particular the abolition of exequatur (Article 17) and the review procedure (Article 19)’. In view of this, could the Commission explain whether I have correctly understood that the decisions of the Jugendamt referred to as Beistandschaft provisions, and the orders issued by the family court which transpose them to the letter, are not subject to the application of Council Regulation (EC) No 4/2009 of 18 December 2008 and thus, specifically, do not benefit from the abolition of exequatur or the abolition of the review procedure, referred to in Articles 17 and 19 of the regulation, and therefore must and can be reviewed by the national courts?

Original language of question: IT OJ C 218, 10/07/2014
Parliamentary questions – RESPONSE 2
11 December 2013
Answer given by Mrs Reding on behalf of the Commission
With regard to the legal advisership (Beistandschaft) granted to the German Youth Welfare (Jugendamt), the Commission would like to refer the Honourable Members to its replies to the written questions E-007539/2012 and E-003342/2013.

In addition, the Commission would like to specify that the regulation (EC) No 4/2009(1) and its rules abolishing the exequatur and providing for a review procedure apply only to court decisions, courts settlements or authentic instruments, relating to maintenance obligations. Regulation (EC) No 4/2009 does not concern measures granting the Jugendamt powers of Beistandschaft.

As far as maintenance matters are concerned, the Commission would like to emphasise that in general, a court decision, a court settlement or an authentic instrument, including a maintenance arrangement concluded with administrative authorities or authenticated by them, which meets the conditions set forth under the regulation (EC) No 4/2009 shall benefit, in another Member State, from the abolition of exequatur provided by that regulation.

It is also important to inform the Honourable Members that as a general rule, a public body of a Member State, which under its national law has the right to act in place of an individual to whom maintenance is owed or to seek reimbursement of benefits provided to the creditor in place of maintenance, may claim enforcement in another Member State, without prior exequatur, of a court decision given against a debtor on the application of the public body or of a court decision given between a creditor and a debtor to the extent of the benefits provided to the creditor in place of maintenance.

Finally, the Commission would like to refer the Honourable Members to its reply to the Written Question E-011669/2013.

OJ C 218, 10/07/2014
eu_vignette_parlement2 Parliamentary questions – QUESTION 3
14 October 2013
Question for written answer to the Commission – Rule 117

Niccolò Rinaldi (ALDE) , Cristiana Muscardini (ECR) , Roberta Angelilli (PPE) , Patrizia Toia (S&D) , Erminia Mazzoni (PPE) , Oreste Rossi (PPE)

Subject:  The ‘Beistandschaft’ of the ‘Jugendamt’ (child welfare office)
In its answer to Written Question E-007711/2013 dated 20 August 2013, the Commission referred to ‘information available to the Commission’.

Could it state exactly what the information available to the Commission consists of? Is this information solely from Germany, the country whose provisions are being challenged?

Has the Commission checked the articles of the German Code quoted in the Beistandschaft petition, which was declared admissible in November 2012 and given reference number 0979-2012?

In the abovementioned answer, the Commission stated that the Jugendamt acts ‘as legal adviser to the minor’.

Could it clarify how this description of ‘legal adviser’ should be understood, and to what extent a minor is ‘legally advised’ to act against his or her own parent to receive money?

What is the explanation for the ‘legal adviser’ obtaining advances of maintenance payments through the Federal State, even before the relevant court has ruled on custody?

How can this role be reconciled with the prohibition on those who are not legal experts exercising the role of legal adviser, and particularly when they are employees of the Jugendamt?

Original language of question: IT OJ C 218, 10/07/2014
Parliamentary questions – RESPONSE 3
11 December 2013
Answer given by Mrs Reding on behalf of the Commission
The Commission would like to assure the Honourable Members that it has carefully examined the relevant pieces of legislation related to the Written Question E-007711/2013 and the petition 00979/2012, referred to in the question.

In this regard, the Commission takes this opportunity to specify that the tasks of the German Youth Welfare Office (Jugendamt) as legal adviser (Beistand) of a child in maintenance matters are to be understood within the meaning of the German national law i.e. Section 1712 of the German Civil Code (BGB).

In addition, the Commission would like to emphasise that in the area of child maintenance, its main objective is to promote the swift recovery of child maintenance in cross-border cases within the European Union. However, it remains the responsibility of Member States to develop specific schemes so as to provide children in need with financial or legal assistance in maintenance matters. That internal organisation remains a matter of national law. In particular, the right of a public body to act in place of an individual to whom maintenance is owed or to seek reimbursement of benefits provided to the creditor in place of maintenance is governed by the law to which the body is subject.

Finally, for the sake of completeness, the Commission would signal that, according to the information available, German law provides that in case of disputes relating to maintenance matters, the maintenance issue is to be determined by a court and not by the Jugendamt.

OJ C 218, 10/07/2014

My conclusions:
The exchange of questions and responses between italian representatives and the European Commission makes me understand two points:
1.
The questions raised  were limited to one sole aspect of  the Beistanschaf: the request of advances of maintenance payments. Nevertheless, the impact of the Beistandschaft on German legal procedures in family matter and its transnational application within the EU is much much broader. Non-German representatives are not aware of what is really the Beistandschaft, nor understand the terrific consequences it will have – in a couple of decades – , once applied automatically in combination with the (EC) regulations (2201/2003, 4/2009 and 650/2012) in all non-German jurisdictions (hundreds of billions of euros will be then transfered to Germany without any legal mean for the non-German states to hinder these obligatory withdrawals).
2.
German officials did not tell all the truth to the Commission. They hid deliberately the central aspect of HOW and WHAT FOR the Beistandschaft is implemented. They kept silent its function to introduce secretly, BEFORE the legal procedure, a fait accompli that then never can be contested. This for a single reason: It doesn’t exist a legal way, nor a legal mean to oppose a Beistandschaft of the Jugendamt (even if German lawyers pretend the opposite), this means, with other words, to get fair justice in Germany.

But what is the function of the Beistandschaft, at all?
To say it very shortly, the Beistandschaft undermines systematically the effectivness of ANY legal procedure for ONE of both parents (the Non-German) in combination with an other hidden measure – the so called Verfahrenspflegschaft – . It allows the Jugendamt to place the chosen parent (the German one) under its legal protection (trusteeship), in  order to access to the “financial” part of his parental rights towards his minor (Vermögenssorge) – which is placed himself under the “financial” care (wardschip) of the Jugendamt (more precisely of the “Bundesland”) -, this all to entitle the Jugendamt to assert these financial parental (part)rights, acting as the German State against the other parent (the Non-German).
With other words, custodian and visiting parents are already chosen administratively – unilaterally and arbitrarily – before any Court procedure has initiated. The function of the Court will be then reduced to a materialization of the fait accompli and a legalization of the political decision (the one made by the Jugendamt that implemented a Beistandschaft), through the effect of legal procedures.
The “German” parent must cooperate – even as an unwilling instrument – against his former partner (the Non-German), in order to exclude him from any contact to the minor child. A non cooperation could imply for him, to set his own parental rights at risk (to loose his own child to the Jugendamt).

Let me conclude in a metaforic way; the German family justice is a “double decker justice”:
On the first floor there is the Jugendamt, that guides and decides alone the destination to reach, the way to take (a short or a long way accordingly to the patrimony available by the non-German) and how much will be the fare to pay.
On the second floor there is the judge. At any station (at any hearing) a new passenger get on board and is directed straight to the second floor: sollicitors, ‘Verfahrenspfleger’, ‘Umgangspfleger’, expert in German ‘Kindeswohl’ matters (Gutachter).
Once boarded, all these people won’t leave the bus before the final destination is reached, with other words, before the political decision made by the Jugendamt through the Beistandschaft will have been implemented in irreversible facts.
Non-German lawyers, politicians, parents, the European Parliament, the Commission or even the ECHR, never see the first floor of this double decker. This is the key problem.

However I will publish an extended feuillet universitaire in english on this topic.
A draft of all effects of the Beistandschaft is published in french as a 007 document.

Olivier Karrer
CEED – Paris

004- EUROPEAN PARLIAMENT Committee on Petitions and the shadow overparent JUGENDAMT (You-Guenn-Taamt)

Dears friends,

Since years we have been trying to get political support from non-german governements and non-German institutions, specifically from the EUROPEAN PARLIAMENT, to focus international public attention on the activities of the German JUGENDAMT (pronounce: You-Guenn-Taamt).

The JUGENDAMT is a non democratic, nationalistic, political entity, which is hostile to the principles of a non-German Europe. It’s purpose is to guide secretly any german law procedures, in order to set children under German political control, to keep your labor force (yours and this of your children), your ressources, your patrimony and finally your legacy in Germany.

Heavily persecuted by German administration, we managed finally with lot of difficulties to convince the European Parliament – in the third legislature – to investigate on the matter. Unfortunately the German representatives try once more  to impede any democratic investigation.

Therefore I beg you to help us – and help yourself doing so – to put pressure on the committee of petition (PETI), using a modern democratic weapon, mail bombing, to convince all non-German representatives to investigate on the topic, even if it does displease to their German colleagues.

Please read, copy and SEND per email following LETTER to all non-German representatives of the PETI committee.
(the list of email addresses is at the bottom of this letter)

Olivier Karrer
Paris

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HEADER: Jugendamt – Hearing of the experts by the “working group”

Dear Sir, Dear Madam,

Please allow me to address myself to you, as an European citizen and voter. Since decades too many of us, parents, have been struggling against a German family SYSTEM, placed under the close control of the JUGENDAMT (pronounce: ‘You-Guenn-Taamt’). We had to face an omnipotent political system, which did not leave us the least chance to get equity, justice or liberty.

Those of us, who have stood up and opposed this system, like i.e. Mr. Olivier Karrer and Mrs. Dr Marinella Colombo, have been persecuted and condemned. They were jailed to put them to silence. Notwithstanding the problem has remained. As shown by the hundreds of petitions sent to the European Parliament, which remained in suffering.

The Committee on Petitions (PETI ) of the European Parliament has decided to establish a “Working Group” on this issue. This one should meet experts to understand plainly the basics of a system and the billions of Euros that are at stake.

Nonetheless, the few non-german experts on the topic are precisly those parents who have been persecuted. Their knowledge is the very reason of their harassement by German authorities.

This working group decided time ago, that Dr MARINELLA COLOMBO should be one of these experts. After political pressure from German side, it seems that it has renounced to investigate further and refuses to invite her for a hearing.

Under such circumstances, how should you, as a non-German representative, understand the JUGENDAMT system, if the few people able to explain its multiple hidden proceedings, will be put a second time to silence? This is why I address myself to you.

German administration should not longer build on the ignorance of their non-German counterparts to pretend a sovereignty in family law matter, when the arbitrarian and nationalistic decisions of its JUGENDAMT have a direct impact over EC regulations 2201/2003, 4/2009 and 650/2012 in the non-German jurisdictions.

I kindly urge you, Dear Sir, Dear Madam, to support a hearing of Dr MARINELLA COLOMBO within the above mentioned Working Group. Even if this could displease to your German colleagues.

Waiting forward to get your confimation,
I remain with kind regards,YOUR PLACE:
YOUR NAME:

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LIST OF ALL MEMBERS OF THE COMMITTEE ON PETITION OF THE EU PARLIAMENT marco.affronte@europarl.europa.eu; laura.agea@europarl.europa.eu; tim.aker@europarl.europa.eu; marina.albiol@europarl.europa.eu; margrete.auken@europarl.europa.eu; beatriz.becerra@europarl.europa.eu; heinzk.becker@europarl.europa.eu; mara.bizzotto@europarl.europa.eu; soledad.cabezonruiz@europarl.europa.eu; enrique.calvetchambon@europarl.europa.eu; alberto.cirio@europarl.europa.eu; andrea.cozzolino@europarl.europa.eu; pal.csaky@europarl.europa.eu; miriam.dalli@europarl.europa.eu; rosa.estaras@europarl.europa.eu; eleonora.evi@europarl.europa.eu; elisabetta.gardini@europarl.europa.eu; lidiajoanna.geringerdeoedenberg@europarl.europa.eu; michela.giuffrida@europarl.europa.eu; sylvie.goddyn@europarl.europa.eu; takis.hadjigeorgiou@europarl.europa.eu; daniel.hannan@europarl.europa.eu; marian.harkin@europarl.europa.eu; anja.hazekamp@europarl.europa.eu; gyorgy.holvenyi@europarl.europa.eu; carlos.iturgaiz@europarl.europa.eu; peter.jahr@europarl.europa.eu; rikke.karlsson@europarl.europa.eu; jude.kirton-darling@europarl.europa.eu; urszula.krupa@europarl.europa.eu; kostadinka.kuneva@europarl.europa.eu; miltiadis.kyrkos@europarl.europa.eu; svetoslav.malinov@europarl.europa.eu; notis.marias@europarl.europa.eu; edouard.martin@europarl.europa.eu; roberta.metsola@europarl.europa.eu; marlene.mizzi@europarl.europa.eu; jozsef.nagy@europarl.europa.eu; javier.nart@europarl.europa.eu; victor.negrescu@europarl.europa.eu; victor.negrescu-office@europarl.europa.eu; demetris.papadakis@europarl.europa.eu; julia.pitera@europarl.europa.eu; gabriele.preuss@europarl.europa.eu; laurentiu.rebega@europarl.europa.eu; julia.reda@europarl.europa.eu; michele.rivasi@europarl.europa.eu; sofia.sakorafa@europarl.europa.eu; sven.schulze@europarl.europa.eu; josep-maria.terricabras@europarl.europa.eu; eleni.theocharous@europarl.europa.eu; laszlo.tokes@europarl.europa.eu; yana.toom@europarl.europa.eu; elena.valenciano@europarl.europa.eu;

Please think to send this letter to your contact list, so that they could help us in their turn. Thanks